Dopo aver sofferto tantissimo la lunga fase di crisi economica e pur avendo registrato una riduzione del numero delle imprese anche nel 2015, dall’artigianato sardo arrivano finalmente indicazioni positive in termini di fiducia delle imprese. Un dato che fa sperare che il 2016 possa finalmente essere l’anno di inversione della rotta.
E’ questo il dato saliente evidenziato dal 6° Rapporto congiunturale sulle imprese artigiane presentato a Cagliari dalla Cna Sardegna.
Commercio al dettaglio e servizi alle imprese sono in crescita o in stabilizzazione. Lo stesso dicasi per le imprese artigiane del settore manifatturiero agroalimentare. Continua ad essere invece ancora critica la situazione nel settore del legno e, soprattutto, dell’edilizia: alla fine del terzo trimestre 2015 le imprese artigiane di costruzioni erano 13.751, contro le 14.169 di fine 2014 e le 14.732 del 2013. Ancora negativo il dato dei trasporti, con altre 90 aziende sparite dal registro delle imprese artigiane attive. Nonostante le buone performance del turismo regionale è anche proseguito il calo nel settore alberghiero e della ristorazione (-2,2%).
Al livello territoriale le difficoltà sono generalizzate, ma la situazione peggiore si registra ancora nel nuorese e in Ogliastra.
«Per intercettare e favorire questo clima di fiducia è necessario mettere in campo una strategia di sviluppo regionale che con adeguati meccanismi di sostegno pubblico possa rilanciare gli investimenti e l’occupazione. Per questo motivo – aggiungono Piras e Porcu – occorre cambiare l’impianto recessivo della manovra finanziaria che tarpa le ali alla ripresa economica in atto cancellando l’aumento dell’IRAP e dell’IRPEF, anche smobilitando parte dei 250 mln di euro del Fondo SFIRS. Allo stato risulta velleitario parlare di politiche di sviluppo e di risorse da destinare alla crescita che se non si riportano i costi della sanità e della macchina pubblica regionale entro limiti sostenibili».