13 dicembre 2014

5° Rapporto congiunturale: chiudono 100 imprese al mese



Nel 2014 in Sardegna hanno chiuso i battenti 100 imprese artigiane ogni mese, 4.100 dalla fine del 2010. Negli ultimi 9 mesi 160 imprese manifatturiere e 472 nelle costruzioni. Nel Nuorese e in Ogliastra hanno cessato l'attività il 12% degli artigiani. Continua la stretta sul credito, soprattutto sulle imprese di piccole dimensioni si inaspriscono i tassi a breve termine, 10%. Rimane alta la richiesta di rientro sui crediti concessi, il 47%. Ad un quinto delle imprese vengono richieste maggiori garanzie.

Sono alcuni dei dati contenuti del 5° Rapporto congiunturale sulle imprese artigiane della Sardegna, presentato a Cagliari, che fotografa una condizione di fortissimo disagio del comparto artigiano.

Gli investimenti fissi lordi, sul territorio regionale, si sono ridotti del 40% tra il 2007 e il 2011. La spesa corrente è cresciuta, tra il 2007 e il 2014, del 4%, quella in conto capitale è diminuita del 30%.

"E' tutta qui la gravità della crisi - dichiarano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu - E' giunto il momento di mettere in campo una strategia di sviluppo regionale che sappia coniugare un'azione di medio-lungo termine con un piano di intervento immediato, capace di parlare all'emergenza sociale e produttiva. Per questo la decisione di varare un piano per le opere pubbliche e gli investimenti di 600 milioni di euro, prevista nella manovra finanziaria per il 2015, va nella giusta direzione, a condizione che i cantieri vengano avviati con celerità e le risorse vengano immesse immediatamente nel circuito economico.

Affinché questo produca effetti più espansivi sulla crescita e immediati sull'occupazione, Cna chiede che una quota più elevata di risorse venga destinata alle piccole opere immediatamente cantierabili aventi per oggetto la riqualificazione e l'efficientamento energetico degli edifici pubblici e la messa in sicurezza del territorio soggetto a rischio idrogeologico.

Bene anche la manovra sull'Irap, resa strutturale con un'aliquota del 2,93%, tra le più basse d'Italia, sapendo che nell'emergenza la parola d'ordine è investire più che incentivare".


cna_invito_rapporto_congiunturale_13_12_14.pdf ns_-_rapporto_congiunturale_cna_2014.pdf rs_-_rapporto_congiunturale_13_12_14.pdf
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