La dinamica del mercato delle opere pubbliche in Sardegna nel periodo 2021-2025 è strettamente legata all'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ha rappresentato un fattore determinante sia sul piano finanziario sia su quello procedurale. Il PNRR ha contribuito in modo significativo all'espansione della domanda pubblica, incidendo non solo sui livelli di spesa, ma anche sulle modalità di attivazione degli interventi, introducendo elementi di accelerazione e semplificazione nei processi di affidamento.
È quanto emerge dal monitoraggio puntuale realizzato dal Centro Studi di CNA Sardegna, che ha codificato tutte le gare per lavori pubblici riguardanti il territorio regionale tra il 2021 e il 2025, associando ciascuna gara a una specifica missione e misura del Piano (PNRR o PNC). Tale attività consente di isolare con precisione le gare riconducibili al Piano e di valutarne il peso sul mercato regionale sia in termini numerici che economici.
"Nel complesso – affermano Francesco Porcu e Mauro Zanda – rispettivamente Segretario e Presidente Regionale di CNA Costruzioni Sardegna – i dati sul PNRR confermano che la Sardegna ha saputo attivare e aggiudicare le risorse del Piano con una capacità attuativa significativa. Il 96,5% del valore delle gare aggiudicato è un risultato che parla da solo. Tuttavia, questo quadro positivo non può oscurare una criticità strutturale che ci preoccupa profondamente: solo il 3% della spesa è finito nelle mani di imprese sarde. Questo significa che le risorse del Piano attraversano il territorio senza radicarsi pienamente nel tessuto produttivo locale."
"È urgente – proseguono i vertici di CNA – aprire una discussione seria sulle condizioni che permettano alle piccole e medie imprese sarde di accedere ai grandi appalti, non solo come subappaltatrici ma come protagoniste dirette. Il codice degli appalti e i meccanismi di qualificazione attuale premiano la dimensione e l'esperienza su scala nazionale, penalizzando sistematicamente le imprese locali. Occorrono strumenti specifici: percorsi di qualificazione dedicati, incentivi all'aggregazione tra PMI, reti di impresa che possano competere su capitolati di scala sovraregionale."
"Il PNRR – concludono Porcu e Zanda – non può essere un'occasione mancata per la Sardegna. Abbiamo dimostrato di saper aggiudicare: ora dobbiamo lavorare affinché quella spesa si traduca in lavoro, competenze e crescita per le imprese che vivono e operano sul territorio. La Regione, il Governo e le stazioni appaltanti devono assumere questo tema come una priorità nell'agenda della politica economica regionale."