15 novembre 2024

L’intervento del Presidente Costantini all’assemblea annuale



Giovani, lavoro e imprese sono stati i temi principali della relazione del Presidente Dario Costantini all’assemblea annuale indicando in apertura la necessità di aggiornare la legge quadro dell’artigianato dopo 40 anni. Costantini ha sottolineato che la grande emergenza è l’inverno demografico. Soltanto negli ultimi 10 anni abbiamo perso 2 milioni di giovani tra i 20 e i 40. Sono 300mila i giovani che hanno lasciato l’Italia e sono quasi 2 milioni i ragazzi che non studiano e non lavorano.

Nei prossimi 5 anni invece le micro e piccole imprese devono assumere1,7 milioni di lavoratori tra turn-over e aumento degli organici. “È nostro dovere dare risposte alle imprese” ha aggiunto Costantini indicando che l’anno scorso “abbiamo raggiunto le 2 milioni di ore di formazione per mestieri sempre più avanzati tecnologicamente”. Il Presidente CNA ha quindi annunciato a breve la firma di un protocollo con il Ministero dell’Istruzione e del merito per sensibilizzare i giovani verso il lavoro artigiano. “Stiamo realizzando in Egitto il primo progetto europeo sui corridoi professionali per l’artigianato con la collaborazione dei ministeri degli esteri, dell’interno, del lavoro e dell’Unione europea”. CNA inoltre ha sottoscritto due protocolli “con la Comunità di Sant’Egidio e con quella di San Patrignano per l’inserimento di giovani svantaggiati nelle nostre aziende, luoghi familiari e protettivi”.

Il presidente ha poi parlato dei temi europei. “La creazione di un mercato unico europeo dell’energia dovrà essere una delle priorità della nuova legislatura europea” ha sottolineato Costantini, indicando che i costi energetici rappresentano un grave handicap per la competitività. “Le nostre imprese pagano l’energia il 30% in più della europea, il 50% in più dei concorrenti francesi e il 60% di quelli spagnoli”. È urgente ridurre il differenziale.

Costantini poi si è soffermato sulla transizione green indicando l’esigenza che deve marciare insieme alle politiche industriali. “Siamo favorevoli alla transizione – ha detto – ma la crisi dell’automotive, le norme sul packaging rendono evidente l’urgenza di rivedere profondamente la programmazione della transizione green sulla quale si è concentrata un terzo della produzione normativa europea nella precedente legislatura con 150 atti e documenti. Tante norme ma poco tempo e insufficienti sostegni economici”.


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