14 marzo 2022

Agroalimentare: rincari e speculazione mettono in ginocchio le imprese



L’intero settore agroalimentare sardo rischia di essere messo in ginocchio dagli aumenti di tutte le materie prime, di energia, gas e gasolio determinati dal conflitto in Ucraina. Ma anche da una serie di speculazioni su prodotti che scompaiono improvvisamente dal mercato senza un reale motivo apparente se non quello di farne scorta per poi far rialzare i prezzi. A fare le spese di questa situazione sono soprattutto i piccoli produttori, schiacciati tra due anelli della filiera (Grande Distribuzione e consumatori finali) che devono sperare di avere poche richieste per limitare i danni: vendere sottocosto affosserebbe ulteriormente aziende già in netta difficoltà e con una prospettiva incerta per i prossimi mesi.

Il grido d’allarme arriva dalla CNA Agroalimentare Sardegna.

A penalizzare i consumatori – sostiene l’associazione di categoria - è soprattutto la strutturale dipendenza dell’Italia dalle forniture estere di frumento duro, tenero e mais, con un tasso di autoapprovvigionamento su base nazionale, rispettivamente pari a circa il 60% per il grano duro, 35% per il tenero e 53% per il mais, che espone particolarmente il nostro Paese alle turbolenze dei mercati internazionali.


“Per le imprese che lavorano per la Grande Distribuzione Organizzata le situazioni sono talvolta differenti tra loro perché alcuni fornitori riescono a farsi riconoscere gli aumenti di listino, altri no o solo in parte” dichiara Alessandro Mattu, presidente CNA Agroalimentare Sardegna: “in ogni caso anche laddove questi aumenti, pienamente giustificati dai rialzi dei costi delle materie prime, dell’energia, del gas e del gasolio, vengono assorbiti, nel migliore dei casi sono introdotti dalle grandi insegne in maniera gradualmente e non sempre del tutto proporzionale”.
“Il paradosso – aggiunge Mattu - è che le imprese che non riescono a farsi adeguare i listini con i clienti, specie con la GDO, devono sperare di avere poche richieste per limitare i danni perché vendere sottocosto affossa ulteriormente aziende già in netta difficoltà e con una prospettiva incerta per i prossimi mesi. Il consumatore finale ha toccato con mano il rincaro dell’energia elettrica ed è dunque consapevole che certi aumenti sono inevitabili, ma tende a vedere delle azioni di mera speculazione proprio da chi opera nel mercato locale, mentre invece noi piccoli produttori siamo schiacciati tra due anelli della filiera e spesso appariamo i responsabili di situazioni di cui noi stessi siamo vittime. Tuttavia, anche laddove questi aumenti vengono compresi dal mercato, stiamo andando ad incidere su portafogli già duramente provati su ogni fronte e all’indomani di una pandemia”.


CS - Agroalimebntare - rincari e speculazioni mettono in ginocchio le imrpese.pdf RS - Agroalimentare - rincari e speculazione mettono in ginocchio le imprese.pdf
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