Dopo un 2020 di riduzione seppur contenuta degli investimenti in costruzioni in Sardegna, le prime stime per il 2021 sono all’insegna di un ritorno alla crescita. La crisi sanitaria, dopo una fase di stallo iniziale, ha in realtà prodotto un effetto moderato sulle dinamiche delle costruzioni regionali grazie ad un trend di forte espansione delle opere pubbliche. L’edilizia privata invece come nel resto del paese ha pagato un pesante tributo, sia in ambito residenziale, sia non residenziale.
Nel 2020 il volume d’affari del settore delle costruzioni in Sardegna è stimato in 4,7 miliardi di euro, (-2,9% sul 2019) di cui 3,8 mld relativo a investimenti e 950 mln destinati alla manutenzione ordinaria.
Per effetto della recente fase espansiva le infrastrutture diventano il primo mercato delle costruzioni regionali, con investimenti pari a 1,6 mld, ovvero più del 42% degli investimenti totali dell’anno superando quindi il mercato residenziale attestato a 1,5 mld.
La previsione è che nell’anno in corso tutti i segmenti tipologici del mercato si muovano in territorio positivo: l’edilizia privata e pubblica, il rinnovo, opere infrastrutturali a cui si aggiunge come ricordato il ruolo degli incentivi del Superbonus.
Prioritario – dichiarano Porcu e Palmas – accompagnare e sostenere la fase espansiva del mercato. Sulle previsionali e significative stime di crescita dell’anno in corso giocano alcuni fattori di criticità: la capacità del sistema dell’offerta di rispondere alla crescente domanda; la tenuta del sistema dei prezzi; la capacità della P.A. ai diversi livelli di far fronte ai volumi crescenti delle risorse che si riverseranno sull’intero sistema delle costruzioni in ordine ai tempi di decisione e di attivazione delle misure da mettere in campo per velocizzare l’iter di realizzazione degli investimenti, e certamente l’effettivo superamento della crisi pandemica.
Di non poca rilevanza in Sardegna per rafforzare il consolidamento della ripresa del settore la necessità che con urgenza si ponga ordine al caos normativo generato dall’approvazione del recente piano casa e si apra un serio dibattito su una legge di governo del territorio che sappia offrire un giusto, chiaro e ordinato riferimento agli investitori pubblici e privati.
Tutti fattori e incognite – concludono Porcu e Palmas – dai quali dipende la dinamica del settore per l’anno in corso e nell’imminente futuro.