Il mondo dell’artigianato e della piccola impresa ha dato prova di una straordinaria capacità di resilienza nella crisi provocata dalla pandemia e può offrire un prezioso contributo per la ripartenza dell’Italia. E’ il messaggio lanciato da Sergio Silvestrini, Segretario Generale della CNA, in occasione della tavola rotonda dal titolo “Il lavoro artigiano per l’Italia che riparte” alla quale hanno partecipato il presidente del Cnel, Tiziano Treu, i segretari generali di Cgil, Maurizio Landini, Cisl, Luigi Sbarra, Uil, Pierpaolo Bombardieri, e i rappresentanti delle altre associazioni artigiane.
Silvestrini ha rinnovato l’importanza della fase che stiamo vivendo. “Siamo davanti alla più grande sfida dal dopoguerra. E’ l’ultima occasione per mettere il Paese sulla via della crescita e dello sviluppo. Spero che ci sia la profonda consapevolezza da parte della classe dirigente”.
Il Paese è stanco, avvilito e insicuro. E’ fondamentale avere una visione di quale Italia immaginiamo per i prossimi 10-20 anni. Le risorse europee anche se consistenti non sono sufficienti per avviare finalmente la modernizzazione del Paese. “Occorre realizzare alcune riforme essenziali, anche dolorose. Penso alla pubblica amministrazione dove serve una rottura profonda, una netta discontinuità. La burocrazia è la vera e principale ossessione degli imprenditori. E’ necessario un nuovo approccio culturale. Si cambia davvero se si ha fiducia nei confronti dei cittadini e degli operatori della PA. La decennale stratificazione di norme ha prodotto un sistema bizantino che non funziona più”.