Prosegue lenta ma costante la crescita delle imprese sarde. Ma nello stesso tempo procede inesorabile anche il declino del settore artigiano che continua a perdere pezzi. Nella prima parte del 2017 la Sardegna è stata la regione italiana che dopo il Lazio (+902 imprese) ha registrato il saldo più positivo: +568 imprese rispetto all’anno precedente.
“Nonostante le difficoltà in Sardegna cresce la voglia di fare impresa, ma purtroppo il settore artigiano continua a soffrire”, commentano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale CNA. “I problemi del settore sono noti, ma sembra mancare da parte delle istituzioni regionali la volontà di individuare le misure concrete, da noi più volte indicate, per dare impulso a un settore strategico per la nostra economia.
Al contrario segnaliamo una tendenza che anno dopo anno si rafforza sempre più: si sta producendo una preoccupante cesura tra il mondo delle microimprese e le imprese di maggiori dimensioni di proporzioni tali da non poter essere spiegate solo con gli effetti prodotti dalla crisi e dalla ovvia capacità di risposta che le imprese più strutturate sono in grado di offrire.
I processi di riconfigurazione e riordino degli strumenti di politica industriale e più in generale di sostegno ai sistemi produttivi a livello nazionale e ancor più a livello regionale, in tutti gli ambiti: (credito, sicurezza, formazione, occupazione, export) sono pensati e tarati per le imprese di maggiore dimensione”.