27 marzo 2017

Export sardo in caduta libera



Il 2016 registra una brusca frenata della domanda mondiale di prodotti sardi. Dopo il modesto aumento registrato nel 2015, lo scorso anno (i dati dell’ultimo trimestre sono comunque ancora provvisori) si è chiuso con una flessione dell’11% valore dei prodotti e servizi esportati pari a 4,2 miliardi di euro. Il risultato negativo è stato originato dalle esportazioni al di fuori dei 28 paesi UE, dove la domanda è stata quantificata in meno di 2,5 miliardi di euro, quasi il 22% in meno rispetto al 2015. Dall’ultima rilevazione del centro studi della Cna Sardegna si amplifica dunque il trend fortemente recessivo dell’export fuori dall’Unione Europea, mentre all’interno dei 28 paesi EU la domanda, già in forte espansione nel 2015, cresce ancora nel 2016 (+10,7%).
«La caduta dell’export sardo in un anno, il 2016, in cui l’economia nazionale ha mostrato effetti espansivi, è un pessimo segnale per l’economia isolana - commentano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della CNA Sardegna - fatichiamo sempre più a reggere la sfida dei mercati globalizzati e a contrastare il processo di desertificazione produttiva in atto nel nostro sistema industriale. Il nostro report inoltre – continuano i vertici Cna - mette impietosamente in evidenza quanto l’export sardo sia ancora eccessivamente legato ai prodotti petroliferi e quindi alle sorti di una sola grande industria. Anche la netta frenata dell’export agroalimentare, dovuta allo stop della domanda statunitense che rappresenta il 56% della domanda mondiale di prodotti alimentari sardi, deve far riflettere sulla necessità di diversificare l’offerta e cambiare prospettiva, sostenendo le imprese isolane nei processi di apertura a nuovi mercati come ad esempio quello mediorientale».


CS - Export in Sardegna - 24_03_17.pdf RS - Export in Sardegna - 24_03_17.pdf
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