Il 2016 conferma finalmente l’avvio di un nuovo ciclo espansivo per il mercato immobiliare regionale e sembra chiudere la lunga crisi che ha colpito il settore negli ultimi anni. Con poco più di 19.200 transazioni complessive registrate nel primo semestre la Sardegna registra una crescita del 19% rispetto al 2015. Lo scorso anno aveva segnato infatti una ripartenza (+4%) pur mantenendo una certa incertezza e instabilità del marcato: il segmento residenziale cresceva, mentre quello non residenziale, dopo il balzo del 2014, aveva registrato una nuova battuta d’arresto. Con il 2016 le aspettative positive sono più generalizzate, a confermare che la lunga crisi, che ha colpito sia il segmento residenziale che quello non residenziale, può considerarsi conclusa.
Secondo i dati elaborati dal Centro studi della Cna l’uscita dalla fase di recessione riguarda i principali ambiti di mercato: la crescita prevista è stimata in un +20% per il residenziale e il non residenziale, mentre si registrano ancora maggiori variabilità all’interno del comparto non abitativo.
In Sardegna il 2015 si è chiuso con 10.182 transazioni di abitazioni pari all’8% in più rispetto al 2014, un risultato che ha migliorato le stime basate sul trend del primo semestre dello scorso anno.
“L’attesa fuoriuscita dalla crisi è finalmente arrivata e soprattutto risulterebbe consolidata dai risultati del primo semestre 2016, quando le transazioni sono aumentate ancora, quasi del 20% - commentano Francesco Porcu e Mauro Zanda, rispettivamente segretario regionale della Cna sarda e presidente della Cna Costruzioni -. I primi segnali di inversione del ciclo si erano fatti sentire dalla seconda metà del 2014, quando una graduale correzione dei prezzi, insieme a un allentamento del credito, hanno iniziato a innescare i primi timidi segnali di ripresa che in Sardegna come in gran parte del paese, si fanno sentire in primo luogo nei comuni capoluogo”.