Il costo per la costruzione delle opere pubbliche in Sardegna è tra i più alti in Italia: inferiore solo a quello della Basilicata e del Trentino Alto Adige.
Stante il gap infrastrutturale della nostra regione, l’analisi della spesa per gli investimenti pubblici in Sardegna esclude che questo deficit storico dipenda da un minore sforzo di investimenti sul territorio: negli ultimi quindici anni la spesa media per le infrastrutture in Sardegna è stata infatti sempre di gran lunga superiore a quella nazionale. Ma, nonostante una spesa quasi doppia rispetto alla media nazionale, la Sardegna non è riuscita a superare la scarsa dotazione infrastrutturale che – secondo gli indici dell’Istituto Tagliacarne - riguarda nella nostra regione soprattutto strade, ferrovie, reti di distribuzione energetica e idrica, scuole ed ospedali. E’ necessaria dunque una urgente riflessione sulle modalità con cui vengono spesi i finanziamenti pubblici.
«Questi dati dimostrano come sia assolutamente necessaria una attenta riflessione su quelle che sono le caratteristiche e la qualità della spesa per opere pubbliche in Sardegna», evidenziano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna Sardegna. «E’ necessaria un’analisi approfondita che sia in grado di individuare quei fattori critici in grado di incidere sui costi finali delle opere realizzate e sulla loro qualità. Tra questi ci sono anche elementi direttamente collegabili con l’inefficienza della gestione e dell’organizzazione del processo di spesa: la qualità della programmazione , l’assenza di valutazione dei costi e benefici dei progetti, la frammentarietà delle fonti di finanziamento e il conseguente ricorso al finanziamento parziale delle opere e soprattutto le carenze nell’attività di monitoraggio che non consente di controllare lo stato di avanzamento degli interventi e di formulare valutazioni generali sull’efficienza nel processo di realizzazione delle opere.».