22 ottobre 2015

Infrastrutture: la Sardegna non investe più



La Sardegna investe sempre meno nelle sue infrastrutture che, senza la dovuta manutenzione, invecchiano sempre più. Invecchiano le strade e i porti dell’isola, mentre un po’ di cura viene riservata agli aeroporti e alle infrastrutture energetiche. Lo evidenzia una ricerca della CNA Sardegna che calcola il valore attuale delle opere pubbliche che attualmente insistono sul territorio isolano: infrastrutture del genio civile (strade, porti, aeroporti, infrastrutture di rete, etc.) e infrastrutture sociali (scuole, ospedali, edifici dell’amministrazione pubblica, etc.).

Nel 2013 le amministrazioni locali sarde hanno investito in opere pubbliche solo 500 milioni contro il miliardo che veniva speso nel 2005 e nel 2006

Tra il 2001 e il 2012 l’indice della dotazione di infrastrutture in Sardegna  si è ridotto del 5%: invecchiano soprattutto strade e porti mentre migliorano gli aeroporti e le infrastrutture energetiche

Porcu e Zanda (CNA): La Sardegna è storicamente molto in ritardo per le infrastrutture anche rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno, ma questa riduzione della capacità di spesa degli enti locali è un fattore di criticità ancor più determinante. La priorità è sbloccare e spendere i 500 milioni che i comuni sardi hanno incassato per rilanciare gli investimenti, per  creare lavoro riqualificando e  ammodernando il  territorio.


cs_-_infrastrutture_22_10_15.pdf rs_-_infrastrutture_22_10_15(2).pdf
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