Dopo anni di rilevazioni negative le imprese della Sardegna iniziano finalmente a crescere, ma non quelle artigiane. Nel terzo trimestre del 2015 i registri delle Camere di Commercio sarde hanno infatti registrato un saldo positivo tra iscrizioni di nuove imprese e cessazioni (1.876 iscrizioni a fronte di 1.225 cessazioni: il tasso di crescita registrato in Sardegna è stato dello 0,39% (nel resto d’Italia ha registrato complessivamente uno 0,33%) con un saldo positivo di 651 aziende. Ancora estremamente negativi sono invece i numeri dell’artigianato. Tra luglio e settembre il saldo tra iscrizioni e cessazioni di imprese artigiane è stato di - 85 con un tasso di crescita di - 0,23%, superiore rispetto al resto d’Italia in cui le aziende artigiane hanno registrato una flessione dello 0,13% (-1.779 unità). Nel terzo trimestre dell’anno sono calate in Sardegna anche le imprese che hanno portato i libri in tribunale (-30,6%) mentre sono aumentati il concordati preventivi.
“La Sardegna è tra le 9 regioni italiane che tra luglio e settembre sono cresciute più della media nazionale”, commentano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale CNA. “Crescita che non riguarda il comparto artigiano la cui situazione risulta essere ancora critica e su cui pesano maggiormente i più elevati costi di accesso al credito, il peso della burocrazia e l’elevata pressione fiscale”.