E’ stato firmato nei giorni scorsi a Cagliari dall’Unione CNA Alimentare, dai sindacati dei lavoratori dipendenti FLAI CGIL, FAI CISL e UILA UIL e dalle confederazioni artigiane Casartigiani, Confartigianato Imprese e CLAAI un accordo integrativo al contratto collettivo nazionale di lavoro dell’area alimentazione panificazione.
Il documento prevede tra le varie cose che venga esteso il termine di lavoro per i dipendenti a tempo determinato da 6 a 8 mesi, come già accadeva nel settore industriale. L’esigenza è sorta per riadattare i tempi di lavoro a quelli della stagionalità delle produzioni. Sempre più spesso infatti le imprese artigiane, soprattutto quelle del settore alimentare, subiscono i tempi di produzione imposti dal mercato e dall’approvvigionamento di materie prime legate ai cicli climatici. Mentre in passato si era portati a consumare una certa tipologia di alimento solo in determinati periodi dell’anno, ora per ragioni legate alla globalizzazione dei mercati e per andare incontro alle esigenze della vita moderna, certi cibi sono richiesti tutto l’anno o per un periodo piuttosto lungo. Questo porta le imprese ad avere una stagionalità produttiva maggiore. L’accordo contrattuale recentemente firmato che si applicherà in tutte le imprese della trasformazione artigianale alimentare e della panificazione, ha lo scopo di rendere più elastici i contratti di lavoro e di permettere alle aziende una maggiore dinamicità nella produzione.
Sono oltre 1500 le imprese artigiane del settore alimentare in Sardegna, più del 75% delle imprese totali della trasformazione alimentare. Il settore sta tenendo nonostante la crisi e conta oggi oltre 6000 addetti, tra lavoratori dipendenti, titolari e collaboratori familiari. Questo contratto contribuirà fortemente a scoraggiare il lavoro nero ma soprattutto a migliorare le condizioni di competitività e produttività delle aziende, nel tentativo di rafforzare il sistema produttivo, l’occupazione e le retribuzioni.