15 ottobre 2026

Produttività: la Sardegna terzultima tra le regioni isolane



La bassa produttività è il nodo irrisolto dell’economia sarda. È quanto emerge dal report “Analisi del sistema produttivo della Sardegna: il problema della bassa produttività”, elaborato dal Centro Studi di CNA Sardegna, che confronta l’Isola con le altre regioni italiane e indaga le cause di un ritardo che si protrae da decenni.
Negli anni duemila l’economia regionale ha faticato a mantenere il passo della media nazionale: tra il 2013 e il 2019 la crescita media è stata persino negativa. Dopo la caduta del 2020, la forte espansione delle costruzioni (incentivi fiscali e investimenti legati al PNRR) e il recupero del turismo hanno impresso un’accelerazione che ha temporaneamente mascherato le debolezze strutturali. Con l’esaurirsi della spinta edilizia la crescita ha rallentato vistosamente nel 2024 e nel 2025, mentre nel 2026 inflazione, calo della fiducia, nuova stretta del credito e rallentamento del turismo hanno fatto riemergere tutte le criticità.


Nel 2023, ultimo anno per cui l’Istat rende disponibili le ore lavorate a livello regionale, ogni ora di lavoro in Sardegna ha prodotto 34,8 euro di valore aggiunto, contro i 43,2 della media nazionale: circa il 19% in meno. L’Isola è terzultima in Italia, davanti solo a Puglia (32,5 euro) e Calabria (32,1), in linea con il dato medio del Mezzogiorno (34,9) e a grande distanza dalle regioni più competitive: Trentino-Alto Adige (52,4), Lombardia (51,2), Valle d’Aosta (47,7), Lazio (46,8) ed Emilia-Romagna (46,0). Rispetto al Centro-Nord (46,3 euro) il gap supera gli 11 euro per ogni ora lavorata.


“Il report del nostro Centro Studi – dichiarano Luigi Tomasi e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale di CNA Sardegna – dimostra che la bassa produttività non è l’effetto di un’economia più orientata a turismo o edilizia: anche a parità di settori l’Isola resta terzultima in Italia. Per anni la crescita di costruzioni e turismo ha coperto questo ritardo; oggi, con il rallentamento, il conto torna a farsi sentire e rischia di allargare il divario con il resto del Paese.”


“Le cause sono note e si rafforzano a vicenda –
proseguono Tomasi e Porcu –: imprese troppo piccole e poco capitalizzate, scarsa innovazione e digitalizzazione, un capitale umano che non riusciamo a formare e a trattenere, credito caro, poca presenza sui mercati internazionali e territori che si svuotano. Serve un patto per la produttività che accompagni le micro e piccole imprese nella crescita dimensionale e nelle aggregazioni, sostenga innovazione e trasferimento tecnologico, investa su competenze e giovani e renda il credito più accessibile.”


“Per la Sardegna –
concludono i vertici CNA – chiediamo anche una politica di riequilibrio territoriale, con infrastrutture e servizi capaci di tenere vive le aree interne, e un sostegno strutturale all’internazionalizzazione. Senza un salto di produttività non ci sarà crescita duratura: le imprese artigiane e le PMI sono pronte a fare la loro parte, ma servono scelte coerenti e di lungo periodo.”


CS_Produttivita_La Sardegna terzultima tra le regioni isolane.pdf RS_Produttivita_La Sardegna terzultima tra le regioni isolane.pdf
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