05 settembre 2026

Imprese senza ricambio: imprese giovanili -23,5% in 10 anni



Sono 9.476 i titolari di imprese individuali sarde che hanno almeno 70 anni, pari al 10,1% del totale: erano 8.527 dieci anni fa. È quanto emerge dal dossier CNA “Imprese senza ricambio”, che il Centro Studi di CNA Sardegna elabora a livello regionale e provinciale a partire dall'analisi diffusa dall'Area Studi e Ricerche della Confederazione nazionale sul progressivo invecchiamento della base imprenditoriale italiana. Il dato più critico, per la Sardegna, riguarda però la base demografica su cui si dovrebbe reggere il ricambio generazionale: tra il 2015 e il 2026 la popolazione isolana tra i 20 e i 39 anni si è ridotta del 23,5%, il calo più marcato tra tutte le venti regioni italiane, a fronte di una media nazionale del 10%.
Un doppio movimento – più anziani alla guida delle imprese e sempre meno giovani nel bacino demografico da cui attingere – che espone l'Isola a un rischio concreto di impoverimento del proprio tessuto produttivo, fatto in larga parte di micro e piccole imprese artigiane a conduzione familiare.


“I dati del nostro Centro Studi -
dichiarano Luigi Tomasi e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale di CNA Sardegna - descrivono un'Isola che invecchia sul piano imprenditoriale in linea con il resto del Paese, ma che perde i propri giovani a una velocità che non ha eguali in Italia. È un incrocio pericoloso: se mancano i ragazzi e le ragazze che potrebbero subentrare, il rischio non è soltanto la chiusura di singole attività, ma la dispersione di competenze, botteghe e mestieri che da generazioni sostengono l'economia e l'identità dei territori sardi.”


“Il dato di Nuoro, quinta provincia in Italia per densità di imprenditori over 70, e quello di Sud Sardegna, Oristano e Nuoro tra le prime tre province italiane per calo di popolazione giovanile, ci dicono che il problema del ricambio generazionale in Sardegna non è più rinviabile -
proseguono Tomasi e Porcu - Servono strumenti concreti e mirati sul nostro territorio: politiche per la trasmissione d'impresa, accesso più semplice al credito per chi rileva un'attività, formazione e accompagnamento per i giovani che vogliono avvicinarsi all'artigianato e alla piccola impresa.”


Ogni impresa che chiude perché non trova chi la continua non è solo la perdita di un'attività economica, ma la dispersione di un patrimonio costruito in decenni di lavoro -
concludono Tomasi e Porcu - Per la Sardegna, dove l'artigianato pesa più che nella media nazionale, questo significa difendere occupazione, comunità e qualità del lavoro nei nostri territori. Il primato negativo sul calo demografico giovanile deve diventare, per le istituzioni regionali e nazionali, una priorità di intervento immediata.”


CS_Imprese senza ricambio_imprese giovanili -23.5 in 10 anni.pdf RS_Imprese senza ricambio_imprese giovanili -23.5 in 10 anni.pdf
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