28 marzo 2022

Superbonus: oltre 4000 pratiche ma cantieri a rischio per il caro materie prime



In soli due mesi, tra gennaio e febbraio 2022, in Sardegna l’importo dei lavori incentivati con il Superbonus è cresciuto del 35,7% rispetto alla fine del 2021 (a fronte di una media nazionale attestata sul 32%). Al 28 febbraio 2022 le pratiche censite nell’isola risultano essere state 4.065, per un importo di investimenti pari a 719 milioni, di cui 474 per lavori ultimati. Eppure, nella nostra regione, che notoriamente ha un patrimonio immobiliare assai vetusto, è ancora molto scarsa la propensione ad utilizzare il superbonus per intervenire sul patrimonio esistente: solo 776 edifici soggetti a intervento ogni 100 mila esistenti.

E’quanto emerge da una ricerca del Centro studi della Cna Sardegna sull’utilizzo degli incentivi fiscali per la riqualificazione edilizia.

“Il ricorso al nuovo incentivo in Sardegna sta procedendo a pieno ritmo, con un gradiente di interesse anche superiore ad altre regioni, ma ci sono molti margini di miglioramento – commentano Francesco Porcu e Antonello Mascia, rispettivamente segretario regionale della Cna Sardegna e presidente di CNA Costruzioni –. In un quadro che dimostra come tutto il sud, e la Sardegna in particolare, stiano rispondendo con un interessante dinamismo negli ultimi mesi alla più recente e generosa opportunità in tema di incentivi fiscali per l’edilizia, si evidenziano quindi elementi per un ulteriore rafforzamento del ricorso a tale strumento che già nel 2021 dovrebbe aver trainato più del 50% degli investimenti complessivi per la riqualificazione e il rinnovo del patrimonio edilizio residenziale in regione, attivando oltre 850 milioni di spesa; Dopo un avvio d’anno più positivo delle aspettative – continuano Mascia e Porcu - si pone oggi la delicatissima questione dei livelli dei prezzi delle commodity. Un problema che coinvolge l’intera filiera delle costruzioni; Se non si allineano i prezzi d’appalto ai valori di mercato sono a rischio la realizzazione delle opere infrastrutturali e centinaia di cantieri; occorrono - continuano Mascia e Porcu – azioni concrete per evitare il blocco del settore: L’Assessore ai lavori pubblici apre un tavolo di confronto con le rappresentanze delle imprese”.


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