22 ottobre 2018

Credito alle imprese: si riduce e costa di più



Il credito concesso alle imprese sarde si sta riducendo vistosamente. Considerando sia il breve che il medio-lungo termine, a giugno 2018 il volume complessivo del credito è sceso a 10,2 miliardi di euro. In pratica, rispetto alla situazione di fine 2016, le imprese dell’Isola hanno visto la disponibilità di credito ridursi di oltre 1,8 miliardi di euro.

A calare è soprattutto il credito a breve termine (-27% tra 2017 e 2010, contro il -9% di quello a lungo termine), ovvero proprio la componente più direttamente legata all’operatività delle imprese (credito in conto corrente, anticipo fatture, portafoglio commerciale).
Il confronto regionale, inoltre, mostra come il calo delle consistenze registrato in Sardegna, pari al -9,7% tra primo semestre 2018 e stesso periodo del 2017, posiziona l’isola ben al di sopra del dato medio nazionale (-6,5%), con solo Sicilia e Molise che registrano una flessione significativamente maggiore.

La maggiore “rischiosità” del mercato del credito regionale, si traduce in un livello del costo del credito che, specialmente per i prestiti a breve termine, pone la Sardegna in testa tra le regioni italiane.
“Se guardiamo ai prestiti bancari per dimensione di impresa - dichiarano i vertici di Cna - cresce la divaricazione a svantaggio delle micro imprese perché anche in Sardegna le banche hanno una minore propensione a finanziare le imprese di piccola dimensione rispetto alle altre anche quando appartengono allo stesso settore e si trovano in condizioni di bilancio simili. Per sostenere la domanda di credito e rilanciare i finanziamenti alle imprese non basta disporre di una buona strumentazione agevolativa, è necessario rilanciare la crescita economica e devono ampliarsi le opportunità di lavoro per le imprese. Su questi due ambiti – continuano Piras e Porcu - la regione è chiamata da un lato a rivedere e correggere le misure agevolative rivolte alle piccole imprese, che fin qui non hanno funzionato (bandi T1 e T2), dall’altro ad approvare una manovra finanziaria con un profilo marcatamente orientato alla crescita, rilanciando gli investimenti attraverso un piano finalizzato alla realizzazione di opere infrastrutturali di messa in sicurezza del territorio che anche gli ultimi dolorosi eventi denunciano come sempre più necessarie e non rimandabili”.


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