18 maggio 2018

Report sullo stato dell'economia della Sardegna



A quasi dieci anni dall’inizio della crisi la Sardegna, al contrario di tante altre regioni italiane, non riesce a ritornare ai livelli pre-crisi. Mentre l’economia nazionale sembra aver quasi raggiunto nuovamente i livelli del 2008 (98%, grazie soprattutto ad una risalita dell’occupazione e del commercio estero), quella sarda appare ancora molto indietro: la nostra regione ha infatti recuperato appena il 92,7% dei livelli di attività del 2008. Di fatto otto regioni hanno già raggiunto i livelli pre-crisi (Trentino Alto Adige, Lazio, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Friuli e Basilicata) mentre solo sei si trovano in una situazione peggiore della Sardegna: Liguria, Umbria, Calabria, Sicilia e Valle d’Aosta, con la nostra regione che, nel complesso, ha fatto peggio anche di Abruzzo, Molise e Campania.

I fattori di criticità che impediscono all’economia sarda di recuperare il reddito perduto durante la crisi sono emersi da un approfondito report della Cna Sardegna che esamina i dati relativi al Prodotto Interno Lordo, all’occupazione, al numero delle imprese registrate dalle Camere di Commercio isolane e agli scambi con l’estero.

“La perdurante e straordinaria difficoltà nella quale si trova il sistema socio-economico della Sardegna – dichiarano i vertici Cna – ha cause profonde e di lungo periodo.
Pesano in misura rilevante il deficit di qualità istituzionale, che è la precondizione per garantire efficacia alle politiche pubbliche, nella fase di programmazione, regolazione e gestione dei processi di sviluppo.

La sostanziale paralisi e il blocco della spesa pubblica, che essendo pari nell’Isola al 28,71 % del Pil prodotto – la percentuale più elevata tra le regioni italiane – gioca un ruolo preminente nella capacità di incidere e dare efficacia alle politiche di sviluppo.

L’impostazione corretta e giusta di utilizzare, unificandole, le risorse di diversa provenienza per evitare la pratica, assai diffusa in passato, di spendere in via prioritaria le sole risorse regionali rispetto a quelle comunitarie, vincolate da procedure più rigide e macchinose, ha prodotto in assenza di un organico processo di efficientamento della macchina pubblica un vero e proprio blocco di tutte le risorse oramai unificate, vedi incentivi alle imprese,(su 490 mln di euro dal 2013 è stato speso appena il 3%) il fondo regionale infrastrutture, (si spende 1/3 dei 150 mln disponibili su base annua) e l’insieme delle dotazioni sui fondi strutturali, programmazione territoriale ecc. su cui si è speso poco e niente”.


CS - Stato economia Sardegna 17_05_18.pdf RS - Stato economia Sardegna 17_05_18.pdf