16 luglio 2017

Turismo. Cna: serve un nuovo modello



Il 2017 e il 2018 saranno ancora anni da record per il turismo in Sardegna. Alla fine dell’anno dovrebbero arrivare nell’isola poco meno di 3 milioni di turisti (circa il 37% in più rispetto al 2013), oltre la metà stranieri. Nel biennio 2017/2018 sono attesi 2,9 milioni di stranieri. A questi deve essere aggiunto chi anche quest’anno sarà ospitato in una delle oltre 100 mila case vacanze esistenti nell’isola, per arrivare ad un totale di 6 milioni di arrivi e circa 24 milioni di presenze.

La Cna con la presentazione dello studio “Economia e Turismo: modelli a confronto. La Sardegna e i suoi competitor” ha inteso offrire un contributo di riflessione sul turismo nella nostra regione, guardando agli scenari di sviluppo, alle aree strategiche, alle potenzialità e criticità del settore, descrivendone lo stato attuale e comparandolo con altre realtà nazionali e internazionali (Baleari, Corsica, Creta, Cipro, Algarve, Croazia, Malta) che competono con noi per intercettare la domanda turistica nel sud Europa.

L’analisi CNA: serve un nuovo modello di sviluppo turistico.
Legge urbanistica da correggere - No a deroghe al Piano Paesaggistico Regionale

“Serve - dichiarano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu - un nuovo modello di sviluppo turistico. La sfida dei prossimi anni si chiama “stagionalità e diversificazione dell’offerta”. Dobbiamo affrancarci da un’immagine e da un modello quasi esclusivamente incentrato sul sole, sul mare e sullo sfruttamento delle risorse costiere.
Occorre immaginare e poi costruire un modello di sviluppo turistico durevole, di qualità, diffuso e integrato, che sappia promuovere il benessere economico e sociale dei nostri territori, anche e soprattutto quelli dell’interno.
Per ottenere questi risultati come dimostrano anche i dati che presentiamo oggi - continuano Piras e Porcu - occorre efficientare il sistema. La priorità non è realizzare nuove o più grandi strutture ricettive, men che mai nelle aree ambientali protette o addirittura da ubicare sul mare, nella linea di battigia.
Ma costruire strategie serie di destagionalizzazione, internazionalizzazione, innovazione tecnologica, diversificazione dell’offerta, valorizzazione del patrimonio naturalistico e storico culturale, intervenendo sul paesaggio urbano con politiche di riqualificazione e riuso del costruito.
Per queste ragioni - continuano i vertici CNA - consideriamo sbagliata, non utile, perché non in grado di procurare alcun vantaggio collettivo, men che mai contribuire a ridurre il fenomeno della stagionalità come viene affermato, l’idea contenuta nella proposta di legge Urbanistica di consentire perfino entro i 300 metri dalla linea di battigia e nelle aree di salvaguardia previste dal PPR, incrementi volumetrici dell’ordine del 25%, anche con corpi fabbrica da realizzarsi separati.
CNA pensa che il sistema turistico isolano abbia enormi potenzialità inespresse
ed esista uno spazio enorme da colmare. Lo si deve fare promuovendo una forte azione di rilancio del comparto senza confliggere con gli standard di tutela e di salvaguardia fissati dal piano paesaggistico regionale, che vanno rispettati e non debbono essere derogati.
Persistere su questa linea - dichiarano Piras e Porcu – confligge con l’affermarsi di una forte coscienza collettiva che riconosce nella tutela e nella salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio, il bene più prezioso da preservare e come tale anche il capitale più vincente e strategico di cui la Sardegna dispone da mettere a reddito e a valore nel tempo”.


NS - Economia e Turismo_modelli a confronto 15_07_17.pdf RS - Economia e Turismo_modelli a confronto 15_07_17.pdf