23 maggio 2012

Nuovo regolamento europeo sulle norme di etichettatura dei prodotti tessili UE n. 1007/2011



Tutti i prodotti tessili e ad essi assimilati potranno essere commercializzati a condizione che siano etichettati, contrassegnati o accompagnati da documenti commerciali in ottemperanza con il predetto Regolamento UE,  salvo i capi già immessi sul mercato alla data dell’8 maggio 2012 che potranno continuare a circolare fino al 9 novembre 2014, purché conformi direttiva CE n. 121/2008 precedentemente in vigore.

Il regolamento si applicherà a tutti i prodotti tessili e ad essi assimilati.

Ai fini del nuovo Regolamento comunitario, sono stati assimilati ai prodotti tessili: i prodotti le cui fibre tessili costituiscano almeno l'80% in peso; i rivestimenti di mobili, ombrelli ed ombrelloni le cui parti tessili costituiscano parimenti almeno l'80% in peso; le parti tessili dello strato superiore dei rivestimenti multistrato per pavimenti, dei rivestimenti di materassi e dei rivestimenti degli articoli da campeggio, purché tali parti tessili costituiscano ancora almeno l'80% in peso di tali strati superiori o rivestimenti; i prodotti tessili incorporati in altri prodotti di cui siano parte integrante, qualora ne sia specificata la composizione.

Viceversa, il Regolamento 1007/11 non sarà applicato a:

-      prodotti tessili dati in lavorazione a lavoranti a domicilio o ad imprese indipendenti che lavorino a partire dai materiali forniti loro senza determinar cessione a titolo oneroso;

-      prodotti confezionati su misura da sarti operanti in qualità di lavoratori autonomi.

-      Non sono sottoposti inoltre all’obbligo di etichettatura o contrassegno i seguenti prodotti tessili: ferma maniche di camicie, cinturini in materia tessile per orologio, etichette e contrassegni, manopole di materia tessile imbottite, copri caffettiere, copri teiere, maniche di protezione, manicotti non di felpa, fiori artificiali, puntaspilli, tele dipinte, prodotti tessili per rinforzi e supporti, prodotti tessili confezionati usati, purché esplicitamente dichiarati tali, ghette, imballaggi, esclusi quelli nuovi e venduti come tali, articoli di materia tessile di pelletteria e di selleria, articoli di materia tessile da viaggio, arazzi ricamati a mano, finiti o da completare, e materiali per la loro fabbricazione, compresi i fili per ricamo venduti separatamente dal canovaccio e appositamente confezionati per essere impiegati per tali arazzi.

-      Sono, inoltre, escluse le chiusure lampo, bottoni e fibbie ricoperti di materia tessile, copertine di materia tessile per libri, giocattoli, parti tessili di calzature, centrini composti da vari elementi e con superficie non superiore a 500 cm 2, tessuti e guanti per ritirare i piatti dal forno, copri uova, astucci per il trucco, borse in tessuto per tabacco, custodie in tessuto per occhiali, sigarette e sigari, accendisigari e pettini, custodia per telefoni cellulari e media player portatili con superficie non superiore a 160 cm 2, articoli di protezione per lo sport, ad esclusione dei guanti, «Nécessaire» da toletta e per calzature, prodotti funerari, articoli monouso, ad eccezione delle ovatte, articoli tessili soggetti alle norme della farmacopea europea e recanti una dicitura che vi fa riferimento, bende e fasciature non monouso per applicazioni mediche e ortopediche e articoli tessili d'ortopedia in generale.

-      Per gli articoli tessili sono escluse le funi, corde e spaghi, destinati normalmente ad essere usati in modo strumentale nelle attività di produzione e di trasformazione dei beni, e ad essere incorporati in macchine, impianti (di riscaldamento, climatizzazione, illuminazione, ecc.), apparecchi domestici e altri, veicoli e altri mezzi di trasporto, o a servire per il funzionamento, la manutenzione e l'attrezzatura dei medesimi, esclusi i teloni e gli accessori in materie tessili per automobili, venduti separatamente dai veicoli. Mentre per gli articoli tessili di protezione e di sicurezza, vi sono quelli quali cinture di sicurezza, paracadute, giubbotti di salvataggio, scivoli d'emergenza, dispositivi antincendio, giubbotti antiproiettile, indumenti speciali di protezione (ad esempio: protezione contro il fuoco, gli agenti chimici o altri rischi), strutture gonfiabili a pressione pneumatica (padiglioni per sport, stand d'esposizione, depositi, ecc.), sempre che vengano fornite indicazioni sulle loro prestazioni e caratteristiche tecniche. Infine, sono anche esclusi tutti i prodotti attinenti la velatura, articoli tessili per animali, bandiere, stendardi e gagliardetti.


ETICHETTA
L'etichetta dei prodotti tessili dovrà essere:
-      durevole
-      facilmente leggibile
-      saldamente fissata
-      visibile ed accessibile

fermo restando la possibilità di sostituirla o completarla con documento commerciale d'accompagnamento qualora i prodotti stessi siano forniti agli operatori o consegnati in esecuzione di un ordine di un'amministrazione aggiudicatrice (direttiva 2004/18/CE); non sarà possibile utilizzare abbreviazioni nel documento commerciale, eccezion fatta per i codici meccanografici o per i casi in cui tali abbreviazioni siano definite da norme internazionali, purché il predetto documento ne spieghi il significato.

In conclusione, la Commissione UE presenterà al Parlamento europeo ed al Consiglio, entro il 30 settembre 2013, una relazione circa l’introduzione a livello comunitario di eventuali nuovi obblighi di etichettatura dei prodotti tessili a tutela dei consumatori, corredata ove opportuno da proposte legislative ed imperniato in particolare su

a) un sistema di etichettatura di origine inteso a fornire ai consumatori informazioni accurate sul paese di origine e informazioni supplementari intese a garantire la piena tracciabilità dei prodotti tessili, tenendo conto dei risultati degli sviluppi su eventuali norme orizzontali relative al paese di origine;

b) un sistema di etichettatura armonizzato riguardante la manutenzione del prodotto;

c) un sistema di etichettatura uniforme su scala dell'Unione per i prodotti tessili interessati;

d) l'indicazione di sostanze allergeniche;

e) l'etichettatura elettronica e altre nuove tecnologie e l'uso di simboli o codici non linguistici per l'identificazione delle fibre.